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TV AMCFAN - Ministero di Corrado Salmé

Canale TV Ufficiale del ministerio di Corrado Salmé e del Centro Apostolico Missionario per tutte le Nazioni - Vittoria (RG) | www.amcfan.org | segreteria@amcfan.org


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Conquista nuovo terreno - 16 aprile


Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli“ (Matteo 18:19)

Come credenti, tu ed io siamo parte di un esercito vincente, che reclama costantemente una nuova terra per il regno di Dio. Giusto?

Bene, sì, così dovrebbe essere. Ma proprio nel momento in cui l’esercito raggiunge la vetta della collina ed è pronto ad avanzare, sembra che Satana estrae la sua grande pistola – DIVISIONE – e disperde i credenti in ogni direzione.

Come possiamo rispondere all’attacco contro la strategia della divisione? Sferrando un nostro attacco ancora più potente. Utilizzando una delle risorse più potente che ci è stata data da Gesù: la preghiera concorde.

Gesù ha detto che se due di noi si accordano per domandare qualunque cosa, sarà loro concessa! Questa affermazione é così potente che le persone possono stentare a crederci. Se lo facessero, troveresti piccoli gruppi di Cristiani rannicchiati in ogni angolo uniti insieme nella preghiera.

Trova qualcuno con cui accordati nella preghiera questa settimana. Sii certo di basare ciò che preghi sulla Parola di Dio. Puoi avere opinioni diverse su qualcosa, ma puoi essere in accordo sulla Parola.

Inoltre, sii sicuro che il tuo accordo sia totale – spirito, anima e corpo. Butta via gli argomenti, le teorie e le fantasie che sono contrarie alla Parola. Rendi ogni pensiero schiavo all’obbedienza di Cristo. Vigila sui tuoi pensieri e sulle tue parole.

Poi metti il corpo in riga dicendo le cose su cui ti sei messo d’accordo. Agisci come se avessi già ricevuto la risposta. Non continuare a chiedere ma ringrazia Dio per questo. Rimani in accordo e conquista nuovo terreno per il Signore.

LETTURA BIBLICA: Atti 4:1-31
(Di Fede in Fede – Una Guida Cotidiana Verso la Vittoria di Kenneth e Gloria Copeland)

Privilegio incompreso - Evangelici.net Editoriali

Editoriale del 16/3/2011, 12:30 - www.evangelici.net



Per ventura o per scelta viviamo in Italia, e dovremmo esserne grati. Non è questione di nazionalismo né di sentimentalismo. E nemmeno di politica.

150 anni non si possono riassumere in poche battute, e risulta fuorviante - come qualcuno ha tentato di suggerire - volervi leggere una storia fatta solo di momenti di gloria o, sull'altro fronte, esclusivamente di misfatti. Come tutti i Paesi al mondo, anche l'Italia ha avuto i suoi eroi e i suoi furfanti, in ogni epoca ha saputo dare il meglio e il peggio di sé, in base alle convinzioni, alle motivazioni, ai riferimenti morali di chi l'ha vagheggiata, vissuta, rappresentata.

Al di là delle cartoline, tuttavia, esistono ragionevoli motivi per essere grati di vivere qui e ora. Un privilegio per il quale molti, anche in queste ore, rischiano la vita su rotte precarie, ma che spesso noi sottovalutiamo, concentrati come siamo sulle polemiche di giornata.

Sì, è un privilegio. Viaggiare, conoscere, studiare, intraprendere. Concorrere alla vita politica del Paese. Informarsi e informare. Manifestare. Vivere ed esprimere liberamente la propria fede.

Un privilegio che si chiama libertà, per il quale qualcuno ha combattuto. Qualcuno ha sofferto. E qualcuno ha pagato anche con il sangue.

Questi 150 anni di storia d'Italia si intrecciano, inevitabilmente, anche con la storia del movimento evangelico. E se tanti evangelici in questi 150 anni hanno preferito starsene in disparte, vivendo una vita di fede separata e quasi indifferente a ciò che accadeva attorno a loro, molti altri hanno contribuito a rendere l'Italia quello che è oggi.

E se quello che l'Italia è oggi ci pare ancora poco, dipende anche da noi: solo che, anziché imputarlo a chi ci ha investito del suo meglio per renderla tale, forse dovremmo chiederne conto all'indifferenza di coloro che - centocinquanta anni fa, cento anni fa, cinquant'anni fa, venticinque anni fa: ogni generazione ha le sue responsabilità - hanno preferito astrarsi dal "mondo", concentrandosi su dotte disfide teologiche, lasciando campo libero a una degenerazione morale e a un vuoto etico di cui, oggi, paghiamo le conseguenze.

Forse, anziché ritirarci nella nostra aurea solitudine in attesa di tempi migliori, avremmo dovuto comprendere - un secolo e mezzo fa, cent'anni fa, due generazioni fa, l'altroieri - che i tempi migliori non nascono per caso. Forse avremmo dovuto alzare la voce con chiarezza, prima che il fango travolgesse ogni cosa. Forse avremmo dovuto essere più presenti: con l'azione, ma anche con la preghiera. Preghiera per le autorità, per la nazione, per il popolo: la Bibbia, in fatto di spunti per una preghiera mirata e specifica, ci offre l'imbarazzo della scelta.

Eppure, al di là delle amare considerazioni d'attualità, della crisi economica e delle fosche nubi nucleari, poter vivere qui e oggi resta un privilegio. Che, forse, l'ingratitudine e la poca lungimiranza dell'uomo moderno non ci permettono di cogliere, ma che ben saprebbero cogliere i nostri fratelli nordcoreani, iraniani, somali, maldiviani.

E allora, davvero, non possiamo non ringraziare Dio per quello che questi 150 anni hanno rappresentato. E, per il futuro, non possiamo non invocare la sua benedizione.

Sì, Dio benedica l'Italia e gli italiani: un popolo complicato e speciale, difficile e sorprendente, sconsolante e spettacolare, fanalino di coda e secondo a nessuno.

Dio benedica l'Italia. Ma noi, facendo tesoro delle esperienze passate tentiamo di non dimenticare che, almeno in parte, il futuro del Paese dipenderà anche da noi: dalla nostra preghiera, dal nostro esempio, dal nostro impegno.

Per i prossimi 150 anni, prendiamo sul serio questa sfida.

biblicamente - uno sguardo cristiano sull'attualità

pj@evangelici.net


Privilegio incompreso - Evangelici.net Editoriali