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Dio ha il controllo - Past. Gianmarco Lacerda


“Giunsero a Betsaida; fu condotto a Gesù un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio; gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui, e gli domandò: "Vedi qualche cosa?" Egli aprì gli occhi e disse: "Scorgo gli uomini, perché li vedo come alberi che camminano"

(Mar 8:22-24)

Il cieco vedeva gli uomini come alberi.

“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: "Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!" Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: "Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così". Il re di Siria gli disse: "Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele". Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: "Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra". Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: "Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me". Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: "Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele". Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: "Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro". Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: "Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. I fiumi di Damasco, l'Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d'Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?" E, voltatosi, se n'andava infuriato.“
(2Re 5:1-12)

La storia di Naaman

"Allora Gesù disse loro apertamente: "Lazzaro è morto, e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!" Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: "Andiamo anche noi, per morire con lui!" Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. Marta dunque disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà". Gesù le disse: "Tuo fratello risusciterà."
(Gio 11:14-23)

La storia di Lazzaro

In queste tre storie, a prima vista, sembra che ci sia l'incapacità di un miracolo divino.
Questo è ciò che spesso accade a noi... ci sembra di vedere che Dio non fa le cose oppure non li fa complete. Speriamo che Dio agisca sempre secondo il nostro modo di pensare, o il modo che vogliamo... allora, Lui sarà il Dio della nostra fiducia, altrimenti sarà un Dio di dubbio.
Ciò che possiamo osservare in queste tre storie è un Dio fantastico che prova la perseveranza e la fede delle persone comune, affinché che questi diventino persone straordinarie.

PERSONA STRAORDINARIA: è una persona mortale, ma con frutti eterni. La sua testimonianza continua a generare vita.

Dobbiamo capire che Dio ha il controllo di tutto e che la perseveranza e la fede ci renderà l'esperienza dei Suoi miracoli.

“Salmo di Asaf. Certo, Dio è buono verso Israele, verso quelli che son puri di cuore. Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi.”
(Sal 73:1-3)

Asaf dice che quasi ha smesso di credere in Dio, perché sembrava che la risposta di Dio non veniva mai. Ciò gli ha fatto guardare la vittoria "apparente" di quelli che non servivano Dio.

“Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la ròcca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno. Poiché, ecco, quelli che s'allontanano da te periranno; tu distruggi chiunque ti tradisce e ti abbandona. Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue.”
(Sal 73:25-28)

Se stai vivendo una situazione nella tua vita in cui sembra che Dio non agisce, o che non sta agendo nel modo "giusto", creda che Egli ti sta trasformando da una persona ordinaria in una persona straordinaria.

Dio ha il CONTROLLO e ha tutto il POTERE su TUTTE LE COSE in OGNI MOMENTO.

Pastore Gianmarco Lacerda

4 Novembre - Cena del Signore

Ogni prima domenica del mese celebriamo la Cena del Signore



La Cena del Signore è stata lasciata come un commandamento di Gesù e è stato ben ricordato dall'apostolo Paolo a noi, chiesa di Cristo, nella lettera ai corinzi:

"Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga". (1Co 11:23-26)

Vi aspettiamo per partecipare con noi.
Dio vi benedica!

Campagna: Conquistando la mia libertà - Ogni martedi



Ogni martedi ce l'abbiamo la campagna "Conquistando la mia libertà"

Ogni martedi alle 20:30
Presso Chiesa Sana Nostra Firenze
Via dei Biffi, 1 (Varco)

"Gli fece cambiare le vesti di prigione;
e mangiò sempre a tavola con lui (il Re)
per tutto il tempo che egli visse.”  
(2 Re.25: 28-30)

Vi aspettiamo.
Dio vi benedica! 

Campagna: Calpestando la Terra dei Miracoli - Inizio 17 luglio


Il 17 luglio è inziata la campagna "Calpestando la Terra dei Miracoli"

Ogni martedi alle 20:30
Presso Chiesa Sana Nostra Firenze
Via dei Biffi, 1 (Varco)


Già abbiamo sentito anche delle testimonianze in chiesa riguardo alla campagna... impari a conquistare la terra promessa anche te!
"Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà sarà vostro" (Deut. 11:24)

 Vi aspettiamo.
Dio vi benedica!

La certezza di essere salvato - 17 luglio

“(Gesù disse alla donna:) I tuoi peccati sono perdonati” (Luca 7:48)
“La tua fede ti ha salvata; va in pace”. (Luca 7:50)

Leggere: Luca 7:36-50
Simone, uomo molto religioso, ha invitato Gesù alla sua tavola. Durante il pasto, una donna, ben nota per la sua vita dissoluta, entra in quella casa e sparge ai piedi di Gesù abbondanti lacrime, senza dubbio lacrime di pentimento. Poi versa un vaso pieno di profumo sui suoi piedi, espressione dell’onore che gli vuole tributare. Che scena commovente! Non una parola, ma un pentimento sincero e un amore che risponde alla grazia del Salvatore. Il Signore apprezza il gesto di quella donna. Ma che contrasto con l’atteggiamento di Simone, il fariseo! Ella è cosciente del suo grande debito verso Dio e viene a Gesù con un cuore abbbattuto e umiliato (Salmo 51:17). Prima di parlare a lei, il Signore si rivolge a Simone: “Simone, ho qualcosa da dirti”. Egli conosce i suoi pensieri segreti. Gli spiega che quella donna, guardata da lui con un certo disprezzo, in realtà l’aveva “superato” con il suo pentimento, la sua fede e il suo amore (cfr. Matteo 21:31).

Anche tu potrai udire il tuo nome al posto di quello Simone. “Ho qualcosa da dirti”, ti dice il Signore. Forse ti paragoni ad altri che non hanno la buona fama che hai tu, e ti senti migliore; ma quello che conta agli occhi del Signore è l’amore che hai per Lui e le prove che gli dai di questo tuo amore.

Gesù dice alla donna: “I tuoi peccati sono perdonati”. Hai udito anche tu questa parola? Puoi prendere per te quest’affermazione di Gesù se guardi a Lui, morto sulla croce, ma vivente nel cielo dove intercede in tuo favore.

Il Buon Seme 2012
Il Messaggero Cristiano
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Campagna Rompere delle Maledizioni - Ogni Martedi


OGNI MARTEDI, avremo l'inizio della nuova Campagna "Rompere delle Maledizioni".
Saranno 7 martedi alle ore 20:30 presso la Chiesa Sana Nostra Terra Firenze - Italia.
Via dei Biffi, 1.

Vi aspettiamo!
Dio vi benedica!

"ma il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione." (Neemia 13:2)

Saranno 7 martedi che possono cambiare la tua vita per sempre...

L’albero della conoscenza del bene e del male - 12 giugno

“Dio il Signore ordinò all’uomo: Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai.” (Genesi 2:16-17)
LEGGERE: Genesi 2:8-17

Adamo poteva mangiare tutti i frutti prodotti dalle piante del giardino di Eden; uno solo gli era vietato, pena la morte: il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male.

Perché questo divieto, questo limite da non oltrepassare, questa messa alla prova dell’uomo che, come creatura, avrebbe dovuto essere ubbidiente al suo Creatore? Perché l’uomo avrebbe potuto decidere di sua iniziativa cos’è il bene e cos’è il male, e inoltre si sarebbe reso colpevole essendo, in quanto limitato, incapace di fare sempre il bene e di evitare sempre il male.

Pur in mezzo a quell’abbondanza di frutti, Adamo ed Eva hanno voluto proprio quello vietato! Hanno messo in dubbio l’amore del loro Creatore, hanno sfidato la sua Parola, opponendo la loro volontà a quella di Dio. Non hanno accettato la loro posizione di creature e sono usciti dai limiti stabiliti da Dio per la felicità dell’essere umano. Anche oggi molti vorrebbero fare dei loro desideri o delle loro opinioni personali il solo punto di riferimento morale. Il bene sembra loro frustrante e li mette a disagio di fronte ai loro pensieri e alle loro azioni, poiché preferiscono “godere per breve tempo i piaceri del peccato” (Ebrei 11:25).

Possiamo allora chiederci: Che cosa sceglierò io? Prenderò la decisione di vivere senza tener conto di Dio e della sua Parola, libero di essere avvolto dal male e trascinato verso la morte eterna? Oppure mi confiderò in Dio per trovare per mezzo di Lui la vera vita?


Il Buon Seme 2012
Il Messaggero Cristiano
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Quei meravigliosi nani – 11 giugno (Cambia Ritmo)

  • Lettura del Giorno: Luca 1 e Genesi 4

“Signore Gesù, tu hai detto che di coloro che sono come dei bambini, è il Regno dei Cieli. Insegnami a educare i miei figli (attuali o futuri) e a trattarli sempre con amore”


Ci sono pochi casi come il suo: LUCIEN BRUYSSE fu uno dei più anziani vincitori del Tour de France (aveva 34 anni al momento del suo trionfo). Nella sua famiglia c’erano stati ben undici ciclisti, tra il 1889 e il 1924. Poche cose hanno tanta importanza quanto una bella famiglia e una buona educazione.

Migliaia di anni fa Dio disse: “Istruisci il bambino nel suo cammino, e perfino quando sarà vecchio, non se ne dimenticherà”. Ciò che si impara da bambini, non si dimentica più. Molti sbagliano quando pensano che un bambino non abbia bisogno di tempo, incoraggiamento e aiuto dai suoi genitori per uno sviluppo armonioso. I bambini imparano da tutto quello che vivono: imparano quello che noi gli insegniamo con le nostre parole, con i nostri atteggiamenti... e sopratutto con le nostre azioni.

Immagino che molti di quelli che leggono queste pagine ancora non abbiano figli... Una volta qualcuno domandò ad un famoso pedagogo: “A che età bisogna cominciare ad educare un figlio?”. Quest’ultimo rispose: “Venti anni prima che nasca”. Oggi stesso, se non lo hai già fatto, è il momento appropriato per cominciare a comprendere i figli che un giorno avrai. E sopratutto, cominciare a comprendere la lezione principale dell’educazione: la cosa più importante che potrai dare a un bambino non sarà il denaro, l’educazione, la buona condizione economica... anche se queste cose possono avere la loro importanza. La cosa più importante che potrai dare a tuo figlio sei “tu stesso”, il tuo tempo, le tue energie, la tua comprensione, il tuo aiuto, il tuo amore incondizionato...

E la cosa fondamentale per la sua vita: la tua relazione con Dio. Niete avrà più importanza per tuo figlio, perché darà un senso alla sua vita. Gli insegnerà a comprendere il mondo che lo circonda; gli insegnerà ad amare agli altri e ad amare il suo Creatore. Nessun figlio è più felice con i propri genitori di chi li ha visti, da molto piccolo, sempre vicini a Dio.

Ancora una cosa: non dimenticare mai l’importanza di trattare bene i bambini. Sono doni di Dio, e Dio stesso si incarica di difenderti. Poche cose sono così atroci come i maltrattamenti ai bambini. Per favore, non lo fare mai, per nessun motivo. Purtroppo, sembra che la nostra società non lo capisca. “Quei meravigliosi nani”, i bambini, sono la cosa più preziosa che esista nell’Universo, e meritano di essere trattati con cura, con affetto, con amore incondizionato.


NESSUN GIORNO È PERDUTO, SE RIESCI A FAR FELICE UN BAMBINO.

Tratto dal Libro: Cambia Ritmo! – Jaime Fernandez Garrido (CLC)

“Quanto più...” – 08 giugno

“(Gesù disse ai suoi discepoli:) Non siate in ansia per la vita, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché  la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!” (Luca 12:22-24)
La vita è più di tutte le richezze, più della belezza e della salute, più della cultura e del successo. Per quanto grandi siano i progressi della scienza e della tecnica, la vita è più ancora. Ma cos’è questa vita così preziosa? Lo scopriremo con osservazioni accurate nei nostri microscopi? Svelerà i suoi segreti mediante attente riflessioni filosofiche? Potremo afferrarla attraverso l’arte?

No; né la scienza, né la filosofia, né la arti sono sufficienti per dire che cos’è la vita, né tanto meno per offrire una guida. Essa è più grande di tutto ciò che il nostro spirito può abbraciare, più forte di tutte le nostre esperienze, eppure è così fragile, così breve... Da dove viene la vita e dove va? Su questo fondamentale argomento della vita e della sua conclusione, siamo ridotti a non poter fare altro che delle ipotesi, oppure possiamo ottenere delle certezze?

La risposta può darcela solo Dio. Solo Lui può rivelarc i che cosa è veramente la vita, la sua origine, il suo divenire, perché è Lui che la dà. Il semplice fatto che noi “viviamo” dimostra la Sua esistenza. Dio, come ci dice la Bibbia, è il Vivente. Dio è la sorgente della vita, della vita fisica che Egli dona a conserva, ma anche, e sopratutto, della vita eterna che Egli dà a tutti coloro che credono in Gesù.
“Signore... in te è la fonte della vita” (Salmo 36:5,9).
“Il Signore è il baluardo della mia vita” (Salmo 27:1).



Il Buon Seme 2012
Il Messaggero Cristiano
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Giudice o avvocato? – 07 giugno

“(Gesù) ci ha comanndato di annunziare ao popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti.” (Atti 10:42)
“Se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.”
(1 Giovanni 2:1)

Qualcuno vorrebbe Gesù Cristo come avvocato perché difenda la sua causa nel giorno del giudizio. Ma non è questo il messaggio biblico.

Il giudizio finale non sarà altro che l’applicazione di una condanna già pronunciata. Noi tutti siamo colpevoli a causa dei nostri peccati, e la sentenza di morte è stata emessa: “Non c’è nessun giusto, neppure uno” (Romani 3:11), “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Ma l’applicazione della pena è stata sospesa poiché Dio è amore e non vuole la morte del peccatore. Egli ha dato il suo proprio Figlio, non per difenderci, ma perchè subisse al nostro posto il castigo che noi tutti meritavamo. Per questo è morto sulla croce, Lui il solo giusto, per noi ingiusti. Noi che abbiamo confessato i nostri peccati e abbiamo messo la nostra fiducia in Lui non siamo degli innocenti, ma dei colpevoli che sono stati graziati (Giovanni 5:24), dei peccatori lavati dai loro peccati. Coloro che rifiutano questa grazia, invece, incontreranno come giudice proprio Colui che ancora oggi vuole essere il loro Salvatore. “Chi non crede è già giudicato perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Giovanni 3:18).

È per noi credenti che il Signore Gesù riveste attualmente il ruolo di avvocato. La sua presenza alla destra di Dio è la testimonianza che tutti i nostri peccati sono perdonati. Essa dimostra che tutto è stato pagato una volta per sempre alla croce del Calvario. “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1)!



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Una guida per la vita – 06 giugno

“Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)
“Signore, in Te confido; fammi conoscere la via da seguire, poiché io elevo l’anima mia a te... Insegnami a fare la Tua volontà, poiché tu sei il mio Dio” (Salmo 143:7, 8, 10)

“Incitare il camminatore, il viaggiatore, il semplice visitatore a mettersi in cammino per trovare la stella, la scintilla che lo guiderà nel lungo itinerario della vita... Tale è il filo conduttore di questo percorso fotografico”

In questi termini è descritto il tema dell’esposizione di un artista. Questo testo ci chiama in causa: qual è la direzione della nostra vita? Abbiamo trovato una strada sicura, una guida fedele, uno scopo che valga la pena?

In una società in cui i punti di riferimento cono sempre più sfuocati, rischiamo di essere “smarriti come pecore”, di seguire ognuno “la propria via” (Isaia 53:6).

Ma il Dio d’amore non vuole lasciarsi su strade sbagliate. La Bibbia è la guida di tutti coloro che hanno messo la loro fiducia in Dio: “la tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentieroo” (Salmo 119:105). Essa ci rivela Gesù Cristo, il Figlio di Dio, venuto dal cielo per salvare gli uomini. Per coloro che credono, è il Buon Pastore che ha dato la vita per le sue pecore. Di loro dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna” (Giovanni 10:27-28). Presto porterà in cielo, come ha promesso, coloro che amano: “Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:3). Non cerchiamo guide umane, nessuna è infallibile, ma lasciamoci guidare dal nostro Salvatore e Signore!

"Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti." (Isaia 53:6)


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Dio non cambia – 03 giugno

"Io, il Signore, non cambio” (Malachia 3:6)
“Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento” (Giacomo 1:17)

Il nostro mondo evolve rapidamente. Istituzioni finanziarie e imprese che sembravano solide crollano. Guerre crudeli straziano le popolazioni di diversi paesi del globo, provocando morti, fame, epidemie. Sono in atto evidenti cambiamenti climatici, gli equilibri ecologici sono alterati. I valori morali vengono costantemente rimessi in discussione, perché, si dice, bisogna vivere al passo coi tempi...

Così, tutto cambia: ma sapete cos’è che cambia più in fretta di tutto? Noi stessi! La nostra vita scorre e nulla può fermarla. Inevitabilmente l’invecchiamento avanza riducendo le nostre forze, la nostra memoria, la nostra lucidità.

Tuttavia, c’è qualcosa che non cambia perché è immutabile: la fedeltà di Dio. Ci troviamo ancora in un’epoca in cui la grazia divina permette a chiunque di avvicinarsi al Signore per conoscere il suo amore. Il peccato ha prodotto una separazione fra Dio e la sua creatura (Isaia 59:2), ma Gesù ha “fatto la pace mediante il sangue della sua croce” (Colossesi 1:20). Non ci resta che avvicinarsi a Lui per conoscere questa pace della coscienza e del cuore. In mezzo a un mondo sempre più incerto e turbato, possiamo sperimentare la solidità di ciò che Dio ha stabilito, possiamo vivere per fede sotto il suo sguardo. Facciamo affidamento sul suo amore che non può cambiare; la pace traboccherà dal nostro cuore e la fiducia riempirà il nostro spirito.

Oggi Dio vi ripete: “Ascoltami... Io sono; io sono il primo e sono pure l’ultimo... Avvicinatevi a me” (Isaia 48:12,16).


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All’ombra dell’Onnipotente (Salmo 91) – 30 maggio

"Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Salmo 91:1-2)

“...Sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano, come dei corsi d’acqua in luogo arido, come l’ombra di una gran roccia in una terra riarsa.” (Isaia 32:2)


>> Leggere il Salmo 91

Quand’ero bambino, giocavo spesso a nascondino. A volte i più piccoli si nascondevano dietro ad un
muro senza immaginare che il sole potesse tradirli proiettando la loro ombra!

Se scorgiamo l’ombra di una persona, questa non è certo lontana. Il versetto di oggi ci invita a “riposare all’ombra dell’Onnipotente”, per indicare la forte vicinanza del credente col suo Dio, la protezione e l’amore di cui Dio circonda coloro che confidano in Lui. “Poich’egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò” (v. 14).

Tutti i credenti possono sperimentare la realtà delle parole di questo Salmo. Possono abitare, durante l’assenza del loro Signore, “al riparo dell’Altissimo”, vale a dire gustare, per fede, la sua presenza e il suo amore.

Non sempre siamo coscienti dei pericoli che ci circondano. Talvolta siamo oppressi dall’angoscia o assaliti da molteplici paure. Questo Salmo ci dice che bisogna abitare al riparo di Dio, vivere in comunione con Lui, attacati alla sua persona. Allora staremo bene alla sua ombra e potremo dire: “Tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali” (Salmo 63:7)

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SALMO 91 
Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente.  (2)  Io dico al SIGNORE: "Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!"  (3)  Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale.  (4)  Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.  (5)  Tu non temerai gli spaventi della notte, né la freccia che vola di giorno,  (6)  né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa in pieno mezzogiorno.  (7)  Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.  (8)  Basta che tu guardi, e con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi.  (9)  Poiché tu hai detto: "O SIGNORE, tu sei il mio rifugio", e hai fatto dell'Altissimo il tuo riparo,  (10)  nessun male potrà colpirti, né piaga alcuna s'accosterà alla tua tenda.  (11)  Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie.  (12)  Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.  (13)  Tu camminerai sul leone e sulla vipera, schiaccerai il leoncello e il serpente.  (14)  Poich'egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò; lo proteggerò, perché conosce il mio nome.  (15)  Egli m'invocherà, e io gli risponderò; sarò con lui nei momenti difficili; lo libererò, e lo glorificherò.  (16)  Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza.

Lasciare la sicurezza per essere salvati

"Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava." (Ebrei 11:8)

"E Pietro disse a loro: Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo... Salvatevi da questa perversa generazione." (Atti 2:38-40)


"Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti" (Genesi 12:1). E' in questo modo che Dio ha chiamato Abraamo quando abitava in una nazione potente e organizzata. Ma in quella nazione si adoravano gl'idoli e il vero Dio n on era conosciuto.

L'invito ad uscire era accompagnato da una promessa e Abraamo aveva capito bene: "Io farò di te una grande nazione". Così ha ubbidito. Questa è la fede: prendere Dio in parola. Abraamo è partito senza "sapere dove andava", è partito aggrapandosi soltanto alle promesse di Dio. Dio aveva detto che gli avrebbe mostrato il cammino e lui, ad ogni passo, doveva contare su Dio. Accettare ciò che Dio ha detto - ciò che ha rivelato - poi agire di conseguenza è il modo in cui il credente deve comportarsi.

La chiamata di Dio non ha privato Abraamo della sua libertà; anzi, lo ha portato ad una libertà ancora più grande: è stato liberato da una civiltà idolatra per seguire Dio verso un glorioso futuro.

La fede accoglie la Parola di Dio. Essa ci fa conoscere ciò che è vero, giusto, ciò che piace a Lui e ci allontana dal male. Essa ci distoglie da ciò che è illusione e menzogna, per spingerci verso le realtà eterne. La presenza di Dio, la casa del Padre.

La fede abbandona la prigione della vanità per attacarsi alle cose invisibili, che sono quelle vere, più sicure di tutto ciò che si vede.

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MARTEDI 22 MAGGIO - SNT Popcorn


Martedi 22 maggio, alle ore 20:00

Presso Chiesa Sana Nostra Terra
Via dei Biffi, 1
Firenze.

Un film che cambierà la tua vita...

Dai creatori di FIREPROOF

COURAGEOUS
Dove sono i coraggiosi???

Vi aspettiamo!

La Vittoria della Croce - Campagna Aprile - Inizio 10/04

Domani, martedi, alle 20:30 cominceremo nostra nuova campagna.

LA VITTORIA DELLA CROCE

Tu non puoi perdere.
Presso Chiesa Sana Nostra Terra: Via dei Biffi, 1

Ti aspettiamo.
Dio ti benedica!

"e avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce" (Colossesi 2:15)

Culto Speciale di Pasqua - 08 aprile 2012 alle 20:30 ore


Culto Speciale di Pasqua  -  08 aprile 2012 alle 20:30 ore

Venite a celebrare con noi la vittoria del nostro Dio. Gesù vive!
Lode: Edmilson Antunes - SNT Rio de Janeiro
Invitate tutti i vostri amici, sarà una grande festa!

Via dei Biffi, 1 - Firenze-FI

"Perché cercate il vivente fra i morti? E' risuscitato..." (Luca 24:5)

La vera conversione – 7 marzo


“Ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.” (2 Pietro 1:4)


Se abbiamo creduto al Signore, vale a dire se ci siamo “convertiti”, siamo sfuggiti alla corruzione che regna nel mondo; da quel momento diventiamo partecipi dei caratteri morali di Dio, e i nostri pensieri sono rinnovati (Romani 12:2, Efesini 4:23) perché vengono a trovarsi in una sfera assolutamente nuova. Chi non è passato attraverso la conversione non può realizzare questo cambiamento.

Quelli che avevano fatto professione di cristianesimo senza aver parte alla natura divina, ai quali accenna l’apostolo Pietro, erano “fuggiti” dalla corruzione del mondo grazie alla conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, ma erano stati nuovamente attratti da questa e vinti. La semplice conoscenza della morale cristiana produce una certa separazione dalle contaminazioni del mondo che però non può essere mantenuta a lungo perché non è il frutto di un reale rinnovamento interiore; così il cuore ritorna, presto o tardi, alle cose che erano stato abbandonate.

Il vero credente è invece “sfuggito” alla corruzione una volta per sempre al momento della conversione, quando è nato di nuovo.  Ma da quel momento dovrà esserci un progresso, uno sviluppo, cioè la realizzazione pratica di questa realtà; infatti nella sua 2° Lettera Pietro scrive ancora: “Aggiungete alla vostra fede la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza l’autocontrollo; all’autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l’affetto fraterno; e all’affetto fraterno l’amore” (1:5-7)

Chiediamo al Signore l’aiuto per crescere e progredire spiritualmente!

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

“a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente” (Efesini 4:23)


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I soldi non danno felicità – 16 febbraio


“Dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore.
Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona (cioè la ricchezza).”
(Luca 12:34, 16:13)

Questo noto proverbio è verament condiviso? Non si direbbe; basta pensare a quanta gente partecipa alle tante lotterie e scommesse, a quanti frequentano i casinò o non rinunciano a tentare la fortuna con un semplice Gratta e Vinci.

Il sistema del mondo fa luccicare davanti agli occhi una felicità fondata sul denaro e sul successo, ma la Bibbia ci mostra l’insidia nascosta: “L’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori” (1 Timoteo 6:10).

Il denaro è certamente utile, ma non deve diventare un idolo. Una parabola del Signore (Luca 12:16-21) illustra i versetti del giorno. Un proprietario terriero ha avuto degli abbondanti raccolti; e dice fra sé e sé: Non ho abbastanza posto per immagazzinare tutto questo grano; costruirò dei silos più grandi, e poi potrò ritirarmi, riposarmi e godermi la vita! Ma Dio gli dice: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” Gesù conclude: “Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio”.

Tutti, ricchi o poveri che siano, possono essere talmente attratti dal denaro da diventare preda del desiderio di avere sempre di più, e più degli altri. Facciamo attenzione a non cadere anche noi in questo tranello.
Per contro, Gesù Cristo, quand’era uomo in questo mondo, non ha mai desiderato nulla per Sé. Qual era il suo movente? “Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi” (Efesini 5:2). Vale la pena dare ascolto a quello che ci dice.


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Conservazione, diffusione, ispirazione della Bibbia - 2 Febbraio

“Per sempre, Signore, la tua parola è stabile nei cieli.” (Salmo 119:89)
(Gesù disse:) Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.” (Matteo 24:35)



Conoscete un libro che esista da centinaia e centinaia di anni e che venga ancora letto nella maggior parte delle nazioni del mondo ? Da questo punto di vista la Bibbia è un miracolo: certe sue pagine hanno più di 3500 anni. Non solo è uno dei libri più antichi, ma è anche quello che ha subito i più violenti attacchi, sferrati con un odio accanito. Sono state mobilitate delle trupper per distruggere la Bibbia. È stata criticata, rifiutata, e migliaia di esemplari sono stati bruciati. In certi periodi della storia, e ancora oggi in alcuni Paesi, la sua lettura è stata proibita, pena la morte.

Ma Dio ha vegliato sulla sua Parola, e tutte le potenze, anche se coalizzate, non sono riuscite a far tacere quella voce venuta dal cielo, quella rivelazione straordinaria.

Oggi la Bibbia è, in tutto o in parte, pubblicata in circa 2400 lingue e dialetti. Registrazioni vocali che presentano il suo messaggio sono disponibili in quasi 4000 lingue e idiomi. Altri libri sono stati vendutti in migliaia di copie, raramente in milioni, ma la Bibbia lo é stata in miliardi. Giustamente è stata chiamata “il Libro” perché `il libro per eccelenza. Non c’è nessun libro che abbia una tale diffusione.

Gli uomini possono sbagliare, ma la Bibbia non è mai stata smentita. Essa dà una perfetta conoscenza del passato, del presente e del futuro. Ciò che essa dice si avvera infallibilmente; molte delle sue profezie sono già diventate fatti storici e altre lo diventeranno.

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